Le recensioni di Icwa: “L’abominevole cavallo mannaro” di Giuditta Campello (Pelledoca)
Giorni fa la mamma di una mia alunna mi dice: «Non ci sono molte storie di cavalli in giro… E quelle che ci sono, mia figlia le ha già lette tutte!».
Giorni fa la mamma di una mia alunna mi dice: «Non ci sono molte storie di cavalli in giro… E quelle che ci sono, mia figlia le ha già lette tutte!».
Se vogliamo mettere d’accordo una tavolata di bambini affamati, non c’è niente di meglio di un bel piatto di pasta… al pomodoro. Che, come cantava Rita Pavone è un capo-po-po-po-polavoro! Semplice, rosso, profumato… il pomodoro è uno di quegli ingredienti che mette d’accordo tutti, grandi e piccoli.
Un romanzo con Playlist. Quando lo leggerete, non se, perché lo leggerete, ne sono sicura, ne vale veramente la pena, non potrete fare a meno di (ri)ascoltare le canzoni che danno il titolo a ogni singolo capitolo.
Qualche anno fa ho letto Ridere come gli uomini di Fabrizio Altieri, romanzo che mi aveva lasciato a bocca aperta, ammirata, per la maestria con la quale sono state intrecciate tante tematiche difficili, importanti (troppi per riuscire, mi sembrava, prima di cominciare).
Un libro, una storia (tante storie), un’autrice pilastro della letteratura per l’infanzia italiana (e un concorso): Vanna Cercenà viene ricordata da Roberto Morgese attraverso uno dei suoi libri più noti e premiati.
“Tenetemi stretta” è un romanzo sincero, ironico e profondo. Non esiste il modo giusto per dirlo alle persone che ami, e ne elenca diversi: vago, logorroico, prosaico… e poi definitivo.
Questa è una storia per bambini e bambine. “Bella scoperta!” direte voi. Intendo dire che è scritta dalla loro prospettiva. Tutto fa pensare che Daniela sia riuscita davvero a calarsi nel mood narrativo di un’età compresa tra i sette e i dieci anni. Si tratta di un risultato per niente scontato.
Ogni libro rivolto ai ragazzi deve avere in qualche modo il sapore e il carattere della contemporaneità ai loro occhi. Questo vuol dire che se anche parliamo loro di Socrate, vogliamo che quest’uomo racconti di sé verità, urgenze, bisogni avvertiti come utili ancora oggi.
A che cosa serve recensire un libro già vincitore e finalista in più di un premio letterario? Oltretutto si tratta di aggiudicazioni che danno una grande soddisfazione perché decretate anche dalle giurie (implacabili e schiette) di lettori e lettrici.
Malick, Mattia, Zaril, il Miccia, Martina Regina, Celeste e molti altri. Sono i personaggi veri e credibili di Quando tutto brucia (Albero delle matite) , un romanzo intensamente graduale, che sale e si espande, diventa avvolgente e non ti molla più.