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“Se leggi crescerai più forte”, ciao Teresa

Il ricordo della scrittrice e studiosa di letteratura Teresa Buongiorno scomparsa il 22 maggio all’età di 91 anni, da parte di una collega Icwa “Ho avuto il privilegio di incontrare Teresa Buongiorno al convegno su La via delle fiabe, organizzato anni fa dall’Associazione Youkali, qui a Bologna. Quando me la presentarono ero molto intimidita; la [...]
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Le librerie italiane all’estero: sentirsi a casa lontani da casa

Penny J. Rimau
Curiosando nelle librerie specializzate in testi in italiano di Bruxelles, Parigi e Londra, per italiani all’estero ma non solo. Con tante attività rivolte ai bambini
Siete mai entrati in una libreria per sentirvi a casa?
Foto: Pietro e Jacopo di Piolalibri
Avete mai percorso gli scaffali ricolmi di romanzi, saggi, libri fotografici, guide turistiche, albi illustrati e avete di colpo pensato che il rumore del mondo potesse fermarsi concedendovi una tregua il tempo di scegliere un libro?
Ebbene, immaginate adesso di essere soli all’estero. In un paese in cui si parla un’altra lingua, che sta pian piano diventando anche la vostra. La famiglia è lontana e voi siete partiti per inseguire un amore, un sogno, un lavoro, un capriccio. E forse avete avuto figli con stranieri affascinanti ed esotici che, per amore vostro, hanno anche imparato a non mettere il ketchup sulla pasta. Ma adesso i bambini vi parlano in un italiano maccheronico con contaminazioni locali e voi provate un grande senso di solitudine.  
Dove trovare italiani come voi o italiofili innamorati della cultura del nostro paese? Dove sentirsi meno soli?
Dopo aver avuto la grande gioia di intervistare i titolari di tre librerie italiane all’estero, posso adesso dirvi che uno dei grandi catalizzatori della comunità italiana fuori dai nostri confini sono le librerie.
Sia Jacopo e Pietro di Piolalibri a Bruxelles (https://piolalibri.be ) che Ornella di The Italian Bookshop a Londra (https://www.italianbookshop.co.uk ) mi hanno raccontato storie di nostri compatrioti che si sono innamorati frequentando le loro librerie. Ornella ha anche accolto tanti, tantissimi ragazzi partiti all’avventura a Londra che entravano in libreria da lei con l’aria spersa di chi viene a cercare una parola amica. E, consigliando loro libri e letture, Ornella li ha accolti, coccolati e spesso trattati come figli.
Patrizia e Sirio de La Tour de Babel (http://librairieitalienne.com ), storica libreria italiana a Parigi, testimoniano di come la libreria sia da sempre stata una fucina di idee e di incontri e di come i lettori abbiano in parte influenzato la scelta dei libri in vendita.
“Molti dei libri che si trovano sugli scaffali sono il frutto dei consigli dati negli anni dai clienti e quindi rappresentano le scelte dei nostri lettori oltre che le nostre, dalla fondazione della libreria nel 1984 ad oggi: una sorta di patrimonio comune che unisce gli italiani in Francia e i cugini d’oltralpe” mi ha detto Sirio.
In queste librerie, avamposto della cultura italiana, continuano a intrecciarsi le storie dei titolari con quelle dei clienti in un arricchimento reciproco che contribuisce a mantenere viva la nostra lingua all’estero. Piolalibri nasce nel 2000, fondata da Nicola, un piemontese che vuole ricreare a Bruxelles l’atmosfera delle vinerie con piccola ristorazione tipiche di Torino (le piole). Nel 2007, lo spirito piemontese si arricchisce con l’arrivo di un modenese D.O.C.: Jacopo. La libreria di sposta nella zona delle istituzioni europee e continua a promuovere la diffusione dei libri insieme ad altri due grandi ambasciatori della cultura italiana nel mondo: il cibo e il vino. L’idea resta quella di creare un angolo di casa per gli expat italiani e, negli anni, l’offerta della libreria si arricchisce di eventi di vario tipo: dai concerti alle presentazioni di libri ai laboratori di scrittura e lettura per bambini. Grazie al passaparola di scrittori e artisti e ai mille contatti dei titolari, Piolalibri diventa uno dei posti principali in cui presentare nuove uscite editoriali.

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Storie in valigia – letture animate per i bimbi italiani di Amburgo

di Francesca Parenti
È un progetto di Silvia Ferioli e Francesca Parenti, nato nel 2018 con lo scopo di promuovere parallelamente la lettura e le competenze in lingua italiana dei bambini italofoni di Amburgo.
Storie in valigia è nato per offrire ai bambini italo-amburghesi delle occasioni di contatto con l’italiano.Partendo dalle storie vogliamo avvicinarli alla lingua italiana e contemporaneamente alla lettura; creare dei momenti in cui possano sperimentare il piacere di parlare e ascoltare l’italiano al di fuori della famiglia, e al tempo stesso imparare ad apprezzare la lettura come attività condivisa e divertente.
Vogliamo accendere la scintilla, piantare quel seme che un giorno potrà fare di questi bambini degli amanti della lettura e dei parlanti attivi d’italiano.
Nei nostri incontri presentiamo e leggiamo un albo illustrato, facciamo una piccola attività legata al tema della storia – a volte una discussione, altre un gioco o un lavoretto creativo.
Concludiamo l’incontro mettendo a disposizione dei bambini e dei loro genitori altri albi da sfogliare o leggere in autonomia. Per la lettura utilizziamo varie tecniche coinvolgendo i bambini, facendoli diventare ascoltatori attivi e stimolando la produzione orale e la rielaborazione delle storie lette. Ci piace molto leggere a due voci e abbiamo sperimentato con successo il Kamishibai e letture bilingui.
Seguiamo da vicino il mercato editoriale dedicato all’infanzia e per le nostre letture animate scegliamo con cura albi illustrati e racconti di alto spessore. Proponiamo alcuni classici della letteratura internazionale, ma diamo anche molto spazio alle novità editoriali cercando di valorizzare il lavoro delle case editrici indipendenti. Il progetto si inserisce nella rete di iniziative amburghesi per la promozione della lettura, facendo anche riferimento alle esperienze di associazioni italiane.

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UNA BIBLIOTECA IN NIGER GRAZIE ANCHE AI LIBRI DONATI DA ICWA

La nostra associazione ha acquistato libri da inviare a un campo profughi in Niger che accoglie bambini in fuga da diversi paesi dell’Africa. Altri libri li hanno donati i singoli soci. Una straordinaria iniziativa portata avanti dall’associazione Coltiviamo gentilezza.
Viviana Hutter
Per raccontare questa storia devo partire dalla sua fine, una fine simbolica in realtà perché da una parte si è concluso un evento, ma da un’altra ha avuto inizio qualcosa di straordinario.
E allora basta guardare quelle manine curiose, che sfogliano, stringono, toccano le pagine di libri per bambini per la prima volta. Le senti frusciare sotto le dita tonde e piccoline, quelle pagine che a noi sembrano così preziose, quelle copertine così famose le cui illustrazioni conosciamo anche nei minimi dettagli, come quelle di Pezzettino o Guizzino di Lionni, oppure dell’elefante colorato Elmer, o ancora della Piccola Macchia di Le Néouanic.
Per noi scrittori per bambini, e in generale per chi ama la letteratura infantile, quei libri sono un tesoro, perché la maggior parte di essi sono albi illustrati, quelli che qui, nel mondo benestante in cui viviamo, consideriamo classici, pezzi da collezione, irrinunciabili, quelli che non puoi non avere nella tua libreria. Ma per quelle manine deliziose sono solo fogli con belle immagini e parole sconosciute, non ne capiscono il valore economico eppure ne hanno colto in pieno l’importanza e l’utilità: far stare bene e divertirsi.
Per quei bambini i libri che sono partiti dall’Italia grazie a una raccolta promossa dalla mia associazione di promozione sociale Coltiviamo Gentilezza – a cui ha risposto con grandissima partecipazione l’ICWA in toto – sono un’esplosione di felicità, novità, curiosità, allegria.
E poi basta guardare quei piedini distrattamente appoggiati in un paio di ciabatte oppure scalzi, che lasciano immaginare una vita fatta di stenti, ma anche di piccole gioie, di strade fatte di terra rossa, di acqua presa da un pozzo, di ritmo nel sangue.
Possiamo assaporare l’Africa osservando i dettagli delle foto che ci hanno inviato gli operatori dal campo profughi di Hamdallaye, vicino Niamey, in Niger, ma non riusciremo a capire veramente cosa hanno visto quegli occhietti vispi, ascoltato quelle piccole orecchie, vissuto sulla loro pelle quei bambini che scappano, soli o accompagnati, dai loro paesi in guerra. Le foto mostrano bambini di diversa provenienza: Sudan, Eritrea, Etiopia, Somalia, senza contare quelli che provengono da Siria e Mali.

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L’infanzia e i suoi diritti: un viaggio nel tempo

Il lungo processo che ha portato al riconoscimento dei diritti dei bambini, fino alla convenzione Onu dell’infanzia a cui Icwa ha dedicato il libro Dalla parte dei bambini
di Cecilia Mariotti
La Convenzione dell’ONU sui diritti dell’infanzia del 1989 offre l’occasione per fare un viaggio nel tempo tra passato, presente e futuro alla scoperta di una storia vera ricca di sorprese che riguarda ognuno di noi.
L’infanzia è stata percepita troppo a lungo come breve periodo della vita in cui la maggior parte dei piccoli, per secoli considerati una proprietà della famiglia, dovevano semplicemente crescere in fretta così da potere apprendere quanto necessario per inserirsi immediatamente sia pure lentamente nel mondo del lavoro con conseguente  ed inevitabile sovrapposizione tra infanzia e mondo adulto.
Nel corso del 1800 per effetto dei profondi mutamenti economici e culturali propri di quel secolo si è assistito in Italia e negli altri Paesi occidentali, non senza resistenze, all’emersione di una nuova idea di infanzia intesa come peculiare fase dell’esistenza umana caratterizzata da bisogni specifici.
All’affermazione dell’idea ottocentesca dell’infanzia come età felice, dipendente  e protetta in famiglia nonché separata dall’età adulta e ad essa contrapposta, giunta fin ai nostri giorni e recepita anche nel Preambolo della Convenzione dell’ONU, contribuirono  in modo determinante gli Stati introducendo l’istruzione obbligatoria, e poi le misure volte a far rispettare l’obbligo scolastico, con leggi che ebbero inizialmente scarsa efficacia ma che segnarono l’inizio di una nuova fase nella storia dell’infanzia. Fu così che nacque infatti l’immagine del bambino scolaro che per diversi anni non incontrò il consenso di moltissime famiglie nelle campagne e nelle città che attraevano moltitudini di persone grazie allo sviluppo industriale. Sfuggiva il valore dell’istruzione come strumento di promozione sociale e di emancipazione personale e l’andare a scuola si riduceva per quelle famiglie al venir meno del contributo dei figli al sostentamento della famiglia stessa che sopravviveva anche grazie al loro lavoro.

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Libri Liberi – La censura ai tempi della cancel culture

ICWA presenta il 15 giugno ore 17, all’interno della seconda edizione online della Bologna Children’s Book Fair, l’incontro  Libri Liberi – La censura ai tempi della cancel culture con esperti di editoria per bambini e censura per delineare un futuro inclusivo in cui la Letteratura resti un bene comune, un patrimonio indiscusso dell’umanità. Enza Emira Festa dialogherà con  Maria Teresa Andruetto, Manuela Salvi (ICWA), Sara Chiessi (AIB) […]

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17 giugno – Presentazione del libro “Dalla parte dei bambini”

Giovedì prossimo 17 giugno alle 18.00, sulla pagina facebook aperta al pubblico di Icwa, ci sarà la presentazione del libro “Dalla parte dei bambini”. Interverranno Fulvia Degl’Innocenti, Presidente ICWA Valentina Zerini, Unicef Alessandro Gelso, Piemme Giuliana Facchini, autrice e socia ICWA Modera Gaia Mombelli di Skytg24. A 30 anni dalla firma della Convenzione sui diritti […]

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EDIZIONI PIEMME-IL BATTELLO A VAPORE, UNICEF ITALIA E ICWA INSIEME PER I DIRITTI DEI BAMBINI E DEGLI ADOLESCENTI

Nel 1991, l’Italia compie un passo fondamentale per il rispetto e l’attenzione verso i più piccoli: firma la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Trent’anni dopo, è in libreria, dal 18 maggio, Dalla parte dei bambini – Il libro sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, pubblicato da Edizioni Piemme-Il Battello a Vapore, in collaborazione con UNICEF Italia e ICWA (Associazione Italiana Scrittori per ragazzi): un libro illustrato che raccoglie venti racconti, realizzati da noti e attenti scrittori italiani per ragazzi , ispirati agli articoli della Convenzione.
“Il modo migliore per comunicare i diritti della Convenzione Onu” – scrive nell’Introduzione al libro Fulvia Degl’Innocenti, autrice e Presidente ICWA – “per noi è quello di scrivere storie, calate nella realtà o in una dimensione più evocativa, che raccontino di bambini che vedono spesso questi diritti ancora negati, anche in Paesi occidentali e sviluppati come l’Italia. In ogni storia c’è una speranza, perché le organizzazioni e le istituzioni che lottano per il pieno godimento di questi diritti sono sempre maggiori. L’UNICEF ne è il simbolo, e la collaborazione con ICWA che si sta articolando in diverse forme come questo libro, è un segnale forte di sinergia e comune attenzione all’infanzia.”
“Fin dalla sua nascita – spiega Lorenzo Garavaldi, Direttore Generale Business Unit Ragazzi di Mondadori Libri – Il Battello a Vapore ha dato particolare attenzione alle tematiche fondamentali per la crescita e l’educazione dei bambini, con grande cura nel modo di raccontarle. Dalla parte dei bambini è un progetto speciale per noi, non solo perché abbiamo l’onore di collaborare con ICWA e con l’UNICEF ma anche perché con questo libro abbiamo la possibilità di parlare ai bambini del rispetto di sé stessi e del prossimo. Non si è mai troppo piccoli (o troppo grandi) per imparare a vivere in un mondo migliore e non potevamo immaginare un modo più adeguato per celebrare i trent’anni della Convenzione, se non raccontandola con parole e immagini.”

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