L’infanzia e i suoi diritti: un viaggio nel tempo
Il lungo processo che ha portato al riconoscimento dei diritti dei bambini, fino alla convenzione Onu dell’infanzia a cui Icwa ha dedicato il libro Dalla parte dei bambini
di Cecilia Mariotti
La Convenzione dell’ONU sui diritti dell’infanzia del 1989 offre l’occasione per fare un viaggio nel tempo tra passato, presente e futuro alla scoperta di una storia vera ricca di sorprese che riguarda ognuno di noi.
L’infanzia è stata percepita troppo a lungo come breve periodo della vita in cui la maggior parte dei piccoli, per secoli considerati una proprietà della famiglia, dovevano semplicemente crescere in fretta così da potere apprendere quanto necessario per inserirsi immediatamente sia pure lentamente nel mondo del lavoro con conseguente ed inevitabile sovrapposizione tra infanzia e mondo adulto.
Nel corso del 1800 per effetto dei profondi mutamenti economici e culturali propri di quel secolo si è assistito in Italia e negli altri Paesi occidentali, non senza resistenze, all’emersione di una nuova idea di infanzia intesa come peculiare fase dell’esistenza umana caratterizzata da bisogni specifici.
All’affermazione dell’idea ottocentesca dell’infanzia come età felice, dipendente e protetta in famiglia nonché separata dall’età adulta e ad essa contrapposta, giunta fin ai nostri giorni e recepita anche nel Preambolo della Convenzione dell’ONU, contribuirono in modo determinante gli Stati introducendo l’istruzione obbligatoria, e poi le misure volte a far rispettare l’obbligo scolastico, con leggi che ebbero inizialmente scarsa efficacia ma che segnarono l’inizio di una nuova fase nella storia dell’infanzia. Fu così che nacque infatti l’immagine del bambino scolaro che per diversi anni non incontrò il consenso di moltissime famiglie nelle campagne e nelle città che attraevano moltitudini di persone grazie allo sviluppo industriale. Sfuggiva il valore dell’istruzione come strumento di promozione sociale e di emancipazione personale e l’andare a scuola si riduceva per quelle famiglie al venir meno del contributo dei figli al sostentamento della famiglia stessa che sopravviveva anche grazie al loro lavoro.