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Il ricordo di Chiara Lossani, bibliotecaria e autrice: “Donatella ha spalancato una finestra su un mondo di cui fin da bambina aspettavo di poter respirare l’aria: una letteratura internazionale libera da schemi, scritta da adulti appassionati”.

Credits foto: profilo Fb di Samanta K. Milton Knowles

Donatella Ziliotto se n’è andata ieri; erano quasi vent’anni che viveva lontana dal mondo dell’editoria per ragioni di salute, e ogni tanto la pensavo, immaginandola immersa in un universo fantastico, con i Mumin, gli Elfi, le Streghe, i Giganti Gentili e tanti bambini e bambine, inseguendo le trecce rosse di Pippi.

Non la si vedeva e non la si incontrava più; passavo davanti alla sua casa e le mandavo un saluto silenzioso non corrisposto. Eppure, mai assenza fu più presenza.

Ovunque mi girassi tra gli scaffali delle due biblioteche che ho diretto, lei c’era. E non solo con le meravigliose collane che si era inventata traendole dalla sua passione per le storie e i libri – primi fra tutti Gli Istrici, “le storie che pungono” -, raccontando fantasie e sensibilità a volte scomode per gli adulti.

Ricordo un episodio accaduto nella “Biblioteca delle storie infinite”, che io stessa ho fondato, in cui un genitore inviò una protesta perché avevamo dato in prestito a sua figlia Gli Uccelli Notturni, romanzo sui pensieri bui e depressivi, ritenendolo pericoloso e inadatto ai bambini – come se i bambini non avessero pensieri tristi e non li percepissero e vivessero negli adulti. Chiese che venisse tolto dagli scaffali. Risposi al Dirigente della scuola dove in quegli anni la biblioteca era ospitata, che il libro era un piccolo capolavoro, che lo leggesse anche lui e che mai l’avrei censurato in Biblioteca.

Donatella era presente sui nostri scaffali anche perché tra le pagine delle storie che proponevamo ai bambini e alle bambine, persino nei libri di editori e collane non suoi, viveva qualcosa di lei.

Lei era, ed è, la Signora dell’Editoria per ragazzi. Ha rivoluzionato l’editoria italiana introducendo un nuovo punto di vista sui bambini e soprattutto dei bambini. Ci ha fatto conoscere bambini e bambine dalla fantasia libera, indipendenti dal pensiero adulto, ha rispettato e dato valore con le “sue” storie alla loro immaginazione ribelle, sovversiva.

Ogni bambino e bambina riconosce sé stesso nelle storie pubblicate da Donatella Ziliotto, e ogni adulto può ritrovare una parte di ciò che è stato, e ancora vive, se legge con cuore e attenzione, e se vuole farlo.

Donatella Ziliotto

Per me, direttrice di biblioteca e scrittrice, Donatella ha spalancato una finestra su un mondo di cui fin da bambina  aspettavo di poter respirare l’aria: una letteratura internazionale libera da schemi, scritta da adulti appassionati: Dahl, Lindgren, Rowling, Jansson, e da splendidi autori e autrici italiani, Gandolfi, Pitzorno, Nava, Gnone, Masini, De Mari e tanti altri bravissimi. Letti tutti, amati.

Non ho mai pubblicato con lei, ma la conoscevo di persona perché amica di mio fratello, musicista, che suonava con suo marito Francesco Forti, grande sassofonista e noto musicologo. Lesse uno dei miei primi romanzi e mi telefonò una mattina. Era generosa, trovò il tempo per me. Non credevo alle mie orecchie sentendo la sua voce. Mi sembra oggi…

 “Troppi etciù nel tuo racconto!” mi consigliò ridendo. Parlava di una ragazza allergica alla lingua inglese, ed io pensai che avesse ragione e la seguii correggendo. Il romanzo fu pubblicato con Giunti.

E un’altra volta – eravamo a una festa di famiglia – mi confidò scherzando che interveniva nei testi con mano a volte pesante. “Certi autori se la prendono, chissà cosa dirà … quando leggerà come le ho cambiato il suo romanzo”. Fece il nome di un’autrice famosa, poi considerò, scoppiando a ridere: “Sono le mie ziliottate!”

Le sue “ziliottate” restano la cifra dei grandi libri delle sue collane e delle traduzioni che ha seguito personalmente ( Dahl, Lindgren e altri). Sono il filo che li collega tutti in una visione ed un’aspirazione di libertà bambina che ribalta le nostre certezze adulte e ci muove.

Quei libri, Donatella li viveva dentro. Ricordo che un giorno, in Libreria dei Ragazzi a Milano, raccontò con entusiasmo dell’estate in cui aveva accompagnato la nipotina in Svezia, a conoscere i luoghi di Pippi. Lei c’era stata molti anni prima, per conoscere Astrid Lindgren, prima di tradurla e pubblicarla in Italia. “Tu sei Pippi, portala in Italia con te!”, le aveva suggerito la grande Astrid, come ci racconta Martina Forti, la figlia di Donatella, in un bell’articolo pubblicato ieri per Topipittori.

Cara Donatella Ziliotto! La rivedo così, quell’ultima volta, mentre si avvia alla fermata della stazione della metropolitana con una gran pianta fiorita tra le braccia, dopo che noi bibliotecarie e bibliotecari l’avevamo festeggiata insieme a Gianna e a Roberto Denti  in Libreria.

Grazie, Donatella, ti dobbiamo tanto tutti, editori, autori e lettori di ogni età.

E adesso, andate a riscoprire uno dei suoi libri, vi porterà lontano.

Chiara Lossani