Nel nostro paese è possibile adottare testi alternativi al libro di testo ministeriale, e mettere a disposizione degli alunni diversi libri scelti dagli insegnanti tra narrativa, monografie, atlanti, libri d’arte e di saggistica. In accordo con i genitori, i libri acquistati ogni anno al posto di sussidiari e libri di lettura, andranno a formare o ad arricchire la biblioteca della scuola.

L’adozione alternativa dei libri di testo nella scuola primaria e secondaria di primo grado è un metodo possibile ma poco praticato. Talvolta gli insegnanti non la conoscono o non ne conoscono le procedure (che sono più semplici di quanto si creda), o sono convinti che richieda competenze troppo ampie.

I 5 PASSI PER L'ADOZIONE ALTERNATIVA AL LIBRO DI TESTO

  1. Scrivere un progetto di sperimentazione nel quale si spiega il motivo della scelta e che tipo di materiale si intende acquistare con i fondi dell'adozione alternativa. È possibile comperare narrativa per ragazzi, libri di divulgazione, ma anche materiale multimediale, atlanti, carte geografiche, dizionari, software didattico, video, audio. Si consiglia di mantenere aperte numerose possibilità in modo da consentire poi una libertà maggiore ai docenti nella scelta. All'inizio del progetto bisogna far riferimento alla normativa vigente, citando gli articoli di legge (vedi sotto).
  2. A maggio dell'anno scolastico precedente, nell'interclasse per i libri di testo, approvare il progetto di sperimentazione e deliberare l'adozione alternativa al libro di testo per le classi prime e quarte. Non è possibile passare all'adozione alternativa negli anni intermedi.
  3. Nel Collegio dei Docenti di maggio dell'anno scolastico precedente, quello in cui si approvano i libri di testo, approvare il progetto di sperimentazione e deliberare l'adozione alternativa al libro di testo.
  4. All'inizio dell'anno scolastico successivo inserire nel POF il progetto di sperimentazione per l'adozione alternativa al libro di testo.
  5. A questo punto si prendono accordi con una libreria che a sua volta si accorderà con il Comune per i pagamenti. La cifra a disposizione si evince dalla tabella ministeriale che esce ogni anno con il costo di ogni singolo libro (questa è quella 2015/16: http://www.istruzione.it/allegati/2015/DM637_15_prezzi%20primaria.pdf). In genere la libreria si fa pagare tutte le cedole dal Comune e poi apre un "conto vendita" agli insegnanti che non sono così obbligati a spendere l'intera quota a inizio anno, ma anche un po' per volta.


NORMATIVA DA CITARE NEL PROGETTO DI SPERIMENTAZIONE
Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 - Testo Unico delle disposizioni vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado
articolo 7 (Collegio dei Docenti), comma 2, lettera e
"Il Collegio dei Docenti provvede all'adozione dei libri di testo, sentiti i consigli di interclasse o di classe e, nei limiti delle disponibilità finanziarie indicate dal consiglio di circolo o di istituto, alla scelta dei sussidi didattici"
articolo 151 (Adozione libri di testo)
"I libri di testo sono adottati, secondo modalità stabilite dal regolamento, dal collegio dei docenti, sentiti i consigli d'interclasse".
articolo 156 (Fornitura gratuita libri di testo), comma 2
"Per le classi di scuola elementare, che svolgono sperimentazioni ai sensi degli articoli 277 e 278, qualora siano previste forme alternative all'uso del libro di testo, è consentita l'utilizzazione della somma equivalente al costo del libro di testo per l'acquisto da parte del consiglio di circolo di altro materiale librario, secondo le indicazioni bibliografiche contenute nel progetto di sperimentazione"
Gli articoli 277 (Sperimentazione metodologico-didattica) e 278 (Sperimentazione e innovazioni di ordinamenti e strutture) a cui si riferisce l'articolo 156 sono stati successivamente abrogati dal DPR 275/99 e sostituiti dall'articolo 6 del medesimo. Eccolo qui:


Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 8 marzo 1999, n.275 - Regolamento recante norme in materia di Autonomia delle istituzioni scolastiche ai sensi dell'art. 21 delle legge 15 marzo 1999, n.59
articolo 6 (Autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo), comma 1
"Le istituzioni scolastiche, singolarmente o tra loro associate, esercitano l'autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo tenendo conto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico delle realtà locali e curando tra l'altro:

  1. la progettazione formativa e la ricerca valutativa;
  2. la formazione e l'aggiornamento culturale e professionale del personale scolastico;
  3. l'innovazione metodologica e disciplinare;
  4. la ricerca didattica sulle diverse valenze delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e sulla loro integrazione nei processi formativi;
  5. la documentazione educativa e la sua diffusione all'interno della scuola;
  6. gli scambi di informazioni, esperienze e materiali didattici;
  7. l'integrazione fra le diverse articolazioni del sistema scolastico e, d'intesa con i soggetti istituzionali competenti, fra i diversi sistemi formativi, ivi compresa la formazione professionale"
     
    Per ulteriori informazioni potete contattare Luca Randazzo, scrittore per ragazzi, socio ICWA e insegnante, che ha redatto questo documento.
    http://www.lucarandazzo.it/wordpress/contatti/
     
    L’ICWA promuove e diffonde l’adozione alternativa.

 

Anna Vivarelli