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Evvai con i diritti

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Evvai con i diritti

Alessandra Sala
978-88-315-5019-2
Edizioni Paoline
I diritti umani
2018

Per presentare la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che il 10 dicembre compie 70 anni di vita, la professoressa Agnese Parsi della classe Seconda C, invita all’interno della scuola Francesca Grillo, madre dell’alunno Marco Sereni, attivista di Amnesty International e alcuni testimoni che racconteranno la loro storia attraverso un giro del mondo virtuale.

Il progetto è voluto dalla professoressa, una donna adorata da tutta la classe per la sua sensibilità e per la capacità di capire le difficoltà, le personalità e i pregi di ogni studente, sia per aprire gli orizzonti culturali dei ragazzi sia per cercare di renderli più uniti e più attenti ai bisogni dei compagni e degli altri, in genere.

Ecco così che nel giro di pochi mesi nella scuola arriva Ahmad, fuggito dalla Siria attraverso un corridoio umanitario, che spiegherà il significato del terzo diritto sulla vita e la libertà; Hadid, schiavo a soli tredici anni per saldare un debito dei suoi genitori, in una fabbrica che produceva palloni in Pakistan. E infine Mbarek fuggito dal Mali, un paese in guerra, in cui il diritto allo studio è, oggi, negato che racconterà del suo terribile viaggio per raggiungere l’Italia, e della sua nuova vita.

Sarà proprio una tazza del tè del deserto che Mbarek offrirà ai ragazzi a toccare il loro cuore e in particolare quello di Thomas, lo studente più problematico, facendolo riflettere che non serve indossare una maschera o dei guanti per proteggersi dalla paura di non essere amato. E mentre si dipanano le storie dei ragazzi: la malattia di Martina,  il dolce sentimento nato tra Marco e Sveva, la professoressa Parsi racconta la vita dei paladini dei diritti: Eleanor Roosevelt, Rosa Parks, Gandhi, Mandela, Martin Luther King, cinese Liu Xiabo e il professore di disegno propone alla classe di realizzare un manifesto dei diritti.

Ma è solo dopo una telefonata con il padre, famoso fotoreporter di guerra, che Marco ha un’idea speciale da condividere con la classe: un blog sui diritti, ispirandosi a quello della famosa e misteriosa blogger Esra’a Al Shafei che si presenta in pubblico attraverso un avatar, incontrata dal padre nel Bahrain.

Il 10 dicembre la classe presenta a genitori e insegnanti il manifesto dei diritti attraverso una performance teatrale scritta e diretta da loro stessi. Una presentazione vera e toccante, ben diversa dalle rappresentazioni ufficiali   della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Ecco un migrante in fuga su un barcone, un altro legato sotto un camion, un ragazzo costretto a cuocere mattoni tutta una vita per pagare il debito dei propri genitori, persone costrette a vivere in clandestinità perché senza documenti e senza identità. Infine sul palco viene costruita una prigione con pile di libri bianchi e in questa prigione viene rinchiuso un professore. Il prigioniero non mangia, non beve, non dorme.

Scrive solamente su fogli colorati che nasconde tra i muri della prigione. Ed ecco che mentre lui scrive una scossa fa tremare le pareti, le fa incurvare, le fa crollare. I libri cadono per terra a uno ad uno, liberando le pagine colorate. Sono poesie che i ragazzi leggono ad alta voce e lanciano al pubblico incitandolo a leggerle con loro.
Poesie sulla pace, sulla libertà, sui diritti umani: da quelle del cinese Liu Kiaboo a quella dell’italiano Aldo Palazzeschi. Finito lo spettacolo Marco parte con la famiglia per il Bangladesh, un Paese in cui vive il fratello della madre, lo zio Stefano, e sarà qui che Marco, osservando i più poveri del mondo, abbandonati dalle famiglie che non possono prendersi cura di loro, capirà finalmente, a chilometri di distanza dalla sua casa, a cosa possa servire veramente il blog dei diritti.

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